Dragonball GT - CRITICHE E COMMENTI - Prima parte


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Goku nella sua versione Anime

 

Critiche / commenti su Dragon Ball GT

PRIMA PARTE





Un continuo raffronto con Dragon Ball Z

Le impressioni che abbiamo avuto quando ci siamo “approcciati” a questo titolo sono stata abbastanza discordanti. Esistono, di fatti, dei punti di forza in Dragon Ball GT, ma allo stesso tempo non possiamo in alcun modo esimerci dal sottolineare anche i lati negativi di questa serie così tanto dibattuta, criticata e comunque messa al continuo centro dell'attenzione. La prima grande critica che si muove nei confronti di Dragon Ball GT è che questa serie non dovrebbe semplicemente esistere dal momento che Akira Toriyama non l'ha riconosciuta in alcun modo. Tutto ciò è vero in parte. Molti detrattori di Dragon Ball GT pensano che Akira Toriyama si sia tirato completamente indietro nel progetto e che l'abbia addirittura negato, ma questo non corrisponde alla verità. E' vero che l'autore di Dragon Ball e Dragon Ball Z non ha creato la storia di Dragon Ball GT, ma è anche vero che Akira Toriyama, come abbiamo visto nell'introduzione, ha comunque partecipato in maniera abbastanza attiva nel progetto curando personalmente la realizzazione generale del robottino Gill e creando anche i personaggi che sono andati a fare da “contorno” ai nostri eroi (anche gli avversari ed i nemici). Tra le altre cose, poi, Akira Toriyama ha anche creato un libro di illustrazioni contenente moltissimi disegni e schizzi preparatori di Dragon Ball GT per cui sostenere che l'autore sia stato completamente estraneo al progetto per giustificare una critica verso la serie crediamo sia una posizione abbastanza discutibile. Non c'è nessun “collegamento” logico tra l'assenza, se pur parziale di Akira Toriyama e gli eventuali problemi che affliggono la serie di Dragon Ball GT.

Per prima cosa occorre dire che già in Dragon Ball Z, serie, per altro, creata proprio da Akira Toriyama con tanto di fumetto corrispondente, aveva subito, a suo tempo, un netto calo qualitativo nel corso dei trecento e passa episodi. Da varie indagini ed inchieste nel pubblico, la maggior parte aveva sostenuto di aver apprezzato, tra le tre saghe disponibili, la prima, ovvero quella di Freezer. Tra le tre la meno convincente di tutte quanti è stata sicuramente quella di Majin Buu (ovvero l'ultima). Dragon Ball GT si distacca notevolmente dalle saghe di Dragon Ball Z e non solo come produzione, ma anche come concetto generale. Ciascun “compartimento” viene stravolto al fine di riportare lo spettatore “indietro nel tempo”.

Sì, perché sicuramente possiamo dire che Dragon Ball GT strizza gli occhi in particolar modo alla primissima serie di Dragon Ball, preferendo l'avventura sul combattimento. Gli appassionati di Dragon Ball sicuramente si ricorderanno con chiarezza come nella prima serie, tutta la storia fosse legata in maniera particolare alla ricerca delle sette sfere del drago che venivano messe sempre in primo piano anche come “motivazione” principale dei nemici. Per l'appunto l'unica serie di Dragon Ball Z che manteneva viva questa prerogativa era proprio quella di Freezer, in cui sia Vegeta che Freezer stesso erano alla ricerca delle sette sfere di Namek, seguiti a ruota dai terrestri. Questo interessante intreccio mantenne vivo di parecchio l'interesse del pubblico. Successivamente, però, le sette sfere del drago vennero utilizzate solo come mezzo con il quale i vari eroi potevano, in linea di massima, poter riportare alla vita le persone rimaste uccise in battaglia oppure tutti quei combattenti che erano stati eliminati in occasione di cruente e sanguinose battaglie. In Dragon Ball GT, invece, abbiamo un ritorno all'avventura colorata e spensierata della prima serie resa ancora più credibile da un Son Goku tornato ad essere un bambino proprio per il desiderio male espresso dal suo primissimo nemico, ovvero Pilaf. Purtroppo, però, il ritorno a bambino ha portato svariati problemi a livello puramente strutturale che andremo a vedere in seguito.

Dal punto di vista prettamente grafico possiamo dire la famigerata “strizzata d'occhio alla prima serie” c'è, ma più che altro a livello di stile (stilistico), perché dal punto di vista della realizzazione tecnica possiamo dire con certezza che si sono fatti netti miglioramenti. Lo stile, come abbiamo appena accennato, si rifà completamente alla primissima serie di Dragon Ball visto e considerato che le linee grafiche sono estremamente più morbide di quelle quasi esasperate della serie di Dragon Ball Z. Anche i nemici assumono delle forma meno minacciose, in special modo quelli relativi alla prima parte della serie, ovvero quella ambientata tra le galassie ed i pianeti. In maniera particolare torniamo a vedere degli avversari poco credibili realizzati attraverso uno studio del “non sense”, colorati, strani, particolari, a tratti ridicoli oltre che poco credibili. Un'ottima scelta per chi desidera divertirsi, ma sicuramente pessima per tutti coloro i quali, avvicinandosi a Dragon Ball GT hanno pensato (o sarebbe meglio dire “si sono illusi”) di trovarsi davanti ad una serie epica che avrebbe concluso degnamente e con stile la serie di Dragon Ball Z. Infondo, se ci si sofferma a pensare, Dragon Ball GT contiene molti più personaggi esclusivi della serie rispetto a quelli che possiamo vedere all'interno della serie di Dragon Ball Z.

Pensiamo, ad esempio, ai nemici principali della saga precedente: tre su trecento puntate circa, ovvero uno ogni cento episodi. Qui in circa sessanta puntate abbiamo la bellezza di tre nemici principali, ovvero Baby, Super C 17 e successivamente Lii Shen Rong (anche se, in questo caso, andrebbero considerati anche tutti gli altri draghi del male, pure se sono stati prettamente secondari a questo avversario). Già che siamo in argomento vediamo quali che sono stati, probabilmente, i problemi legati ai nemici presenti all'interno della saga di Dragon Ball GT. Il primo grande problema, a nostro avviso è che ciascun nemico nonostante venga presentato come forte ed imbattibile viene sconfitto in un tempo davvero molto breve se lo si rapporta agli avversari epici della serie di Dragon Ball Z.

Si pensi, ad esempio, allo stesso Freezer. Chi non si ricorda di quante puntate sono trascorse dall'inizio del duello tra Son Goku e questo essere dal cuore di ghiaccio, alla fine dello stesso? Pensiamo di poter sostenere abbastanza tranquillamente che si tratta di uno de combattimenti più lunghi della storia degli anime. Anche la saga si Cell e quella di Majin Buu in un certo qual verso sono state estremamente estenuanti. Forse è stato l'altissimo numero di puntate utilizzate al solo scopo di mostrarci la forza dei nemici a convincerci psicologicamente che Freezer, Cell e Majin Buu fossero degli esseri assolutamente imbattibili dalla forza assolutamente devastante. Lo stesso numero delle puntate presenti nella serie di Dragon Ball GT è ben al di sotto della media alla quale ogni amante di Dragon Ball era abituato: sessanta circa con le cento circa della prima serie e le trecento circa della seconda!

I nemici, così tanti, in queste poche puntate si susseguono abbastanza rapidamente e la tensione, come pure tutta la suspance vengono irrimediabilmente a mancare. I combattimenti, di fatti, poiché consumati in un tempo abbastanza ristretto pare non facciano altro che delineare profili di avversari un po' troppo semplici da battere. Alcuni nemici, poi, ci sembrano inseriti all'interno della saga solamente per fare numero. Ad esempio, Super C 17 si ritaglia una parentesi talmente breve che ci chiediamo a cosa sia servito mostrarlo. Dragon Ball GT ci pare più che altro una serie fatta di “ritorni”, non per nulla proprio all'interno dell'avventura di Super C 17 ci vengono mostrati tutti quanti i nemici sconfitti in precedenza, come, ad esempio, lo stesso Freezer e anche Cell (che, per altro, erano già stati sconfitti durante la saga di Dragon Ball Z).

Altra differenza sostanziale tra i nemici di Dragon Ball Z e quelli appartenenti alla serie di Dragon Ball GT e che i nemici più temibili della serie di Dragon Ball GT sono essenzialmente “soli”. Prendiamo, ad esempio, Baby. Egli inizialmente, con l'uccisione immediata del Dotto Myuu, colui il quale era riuscito a salvargli la vita, non ha praticamente nessuno ed agisce totalmente da solo (nessun altro personaggio “crudele” è a suo seguito, come era accaduto con la saga degli androidi dove C 17 e C 18 servivano a Cell per poter raggiungere il suo stadio di essere perfetto). Successivamente abbiamo Super C 17. Questo guerriero ha dalla sua unicamente il Dottor Myuu e il Dottor Gelo, ma come era avvenuto già in altre occasioni, il tremendo cyborg finisce per uccidere immediatamente il Dottor Myuu e il Dotto Gelo, ribellandosi a entrambi e continuando a fare di testa sua.

Nell'ultimo caso abbiamo una specie di eccezione, dal momento che Lii Shen Rong sfrutta effettivamente il potere derivante da tutte le sfere del drago al fine di diventare imbattibile e, quindi, di riflesso, egli fa uso del potere dei suoi “fratelli”. Tornando al discorso della grafica, abbiamo detto che lo stile ricalca moltissimo la prima serie di Dragon Ball e abbiamo anche accennato che la realizzazione tecnica risulta essere estremamente superiore a quella già vista in Dragon Ball Z. Effettivamente, nonostante gli enormi problemi che affliggono la serie, non possiamo non ammettere come la realizzazione tecnica di Dragon Ball GT sia ben al di sopra degli standard cui eravamo abituati in precedenza.

I colori usati sono molto brillanti e piacevoli alla vista, tutti gli elementi sono stati curati maggiormente nel dettaglio come, ad esempio, le ombre o i macchinari. Gradevole è anche lo studio dei personaggi, in maniera particolare gli alieni dei vari pianeti che risultano essere davvero unici nel loro genere. Tutte queste creature, in perfetto stile Toriyama, sono tutte molto diverse tra loro, ma mantengono comunque uno stile comune e unitario. Anche i mondi sono stati realizzati in modo davvero originale: ciascun pianeta ha una sua caratteristica ed è stato creato seguendo canoni differenti. La fantasia certo non manca così come non manca l'elemento dell'avventura.

Dato che il desiderio della casa produttrice di questo anime era chiaramente quello di riportare indietro nel tempo lo spettatore ai fasti della prima serie di Dragon Ball, mostrare un Son Goku adulto così emancipato e potente non avrebbe certo giovato alla struttura stessa dell'anime che voleva riprendere lo spirito bambinesco ed innocente di Dragon Ball. Si utilizza, così, un espediente che da sempre è stato criticato da tutti i puristi della serie di Dragon Ball, ovvero quello di far tornare bambino Son Goku. Tornato piccolo il nostro protagonista, però, non riesce più fare ad alcune cose che da adulto gli riuscivano alla perfezione, del tipo: mantenere il suo stadio di Super Saiyan di terzo livello (almeno all'inizio) oppure usare la tecnica di teletrasporto.








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