Dragonball - Intro alla prima serie - Capitolo 1


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Goku nella sua versione Anime

 

Dragon Ball introduzione - 1




1- Dragon Boy e il primo abbozzo di Dragon Ball

Introduzione, critica e storia di Dragon Ball (La Prima Serie)



Capitolo 1: Prima di Dragon Ball...

Uno strano taglio di capelli, una ancora più inusuale coda, una forza tremenda in costante crescita e tanta voglia di combattere, sempre e comunque. Questi sono gli ingredienti dei quali Akira Toriyama, creatore della ben nota serie di Dragon Ball che ci apprestiamo a recensire, si è avvalso per attrarre il suo pubblico. Considerando che la serie di Dragon Ball è conosciuta oramai ovunque in tutto il mondo, possiamo dire con certezza che questo mangaka (fumettista in giapponese) ci è riuscito alla perfezione!

Molti pensano, in via del tutto erronea, che Dragon Ball è iniziato nel momento stesso in cui il piccolo Son Goku conosce per la prima volta la geniale Bulma partendo con lei alla ricerca delle sette sfere del drago per esaudire il desiderio della giovane di trovare un prestante fidanzato. In realtà la creazione di Dragon Ball, se pur in via più "embrionale" è nata ben prima con un piccolo progetto di cui non si conosce molto. Akira Toriyama, il creatore dell'anime, tra le altre cose, non è certo diventato famoso con Dragon Ball... quando ha iniziato a lavorare su questo fumetto era già un mangaka affermato ed apprezzato dal pubblico giapponese. Egli, di fatti, aveva già dato via alle avventure del mitico Dr Slump ed Arale, importato anch'esso qui in Italia dove ha trovato un buon riscontro. La vicenda di Dr Slump ed Arale narrava di un dottore pervertito che voleva creare una splendida androide, ma per una serie di errori di "programmazione" finiva per dare vita ad una bambina androide con tanto di occhiali, ma con una forza a dir poco spaventosa la quale non faceva altro che combinare un sacco di pasticci e di guai!

La trama era divertente e a cuor leggero, ma nonostante il successo non soddisfò a pieno Akira Toriyama il quale si mise seduta stante all'opera per creare un fumetto completamente diverso sia come genere che come "atmosfera". Dopo un po' di tempo, il nostro geniale mangaka mise a termine un lavoro piuttosto corto ed auto conclusivo che si intitolava Dragon Boy. Dragon Boy rappresenta una sorta di prototipo di quello che adesso conosciamo con il nome di Dragon Ball. Ma di che cosa parlava Dragon Boy? Come potremo presto notare Dragon Boy aveva svariati elementi che lo accomunavano moltissimo a Dragon Ball. La vicenda era ambientata nell'antica Cina, in dei luoghi misteriosi e allo stesso tempo affascinanti.

Il protagonista di Dragon Boy, esattamente come in Dragon Ball, è un ragazzino molto giovane pieno di vita e di forza fisica. A differenza di Son Goku, il giovane, però, ha un bel paio di ali che gli spuntano dalla schiena anziché la coda da scimmia... in ogni caso entrambi sono elementi strani che contribuiscono a caratterizzare moltissimo il personaggio in questione. Sempre come accade in Dragon Ball dove Son Goku viveva con il suo amato nonnino Son Gohan (prima che questo venisse ucciso) su delle montagne molto impervie, anche in Dragon Boy, il giovane passa le sue giornate in compagnia di un anziano maestro di arti marziali presso una ragione cinese ricca di montagne. Da notare, inoltre, che Son Gohan era anche lui un maestro di arti marziali e aveva insegnato a Son Goku le basi della lotta. Un altro punto che accomuna il nostro Son Goku al protagonista della storia di Dragon Boy è il fatto che tutti e due i giovani sono dei veri e propri portenti per quanto riguarda l'utilizzo delle arti marziali nelle quali eccellono moltissimo finendo per essere i più forti, nonostante la loro tenera età. Oltre a questo va detto che sia Son Goku che il giovane di Dragon Boy, apprendono le basi dell'arte del combattimento sulle montagne sotto la guida del maestro di arti marziali di turno.

Mentre Son Goku possiede il mitico bastone che si allunga (un oggetto mitologico appartenuto all'altrettanta figura mitologica di Son Goku, famoso nella letterarura del Sol Levante), il protagonista di Dragon Boy si avvale di un potere speciale con il quale egli può invocare un enorme drago ogni qual volta egli lo desideri. Il drago, in qualche modo, è un ulteriore punto di contatto con la serie di Dragon Ball, in quanto in quest'ultima il drago veniva evocato attraverso l'utilizzo delle sette sfere del drago. Come possiamo notare, quindi, abbiamo un sacco di elementi "progettuali" che certamente Akira Toriyama ha saputo sfruttare alla perfezione nella sua versione definitiva. Ad ogni modo c'è da sottolineare il fatto che il drago di Dragon Boy veniva richiamato molto più spesso e cioè ogni qual volta che il giovane guerriero si trovava in pericolo di vita. La particolarità di Dragon Boy è che questa storia non fu mai pubblicata in nessuna rivista e per questa stessa ragione non possediamo quasi nessun materiale cartaceo di questa produzione prettamente "privata".

Nonostante questo, Akira Toriyama vide che Dragon Boy aveva degli elementi piuttosto interessanti e sfruttò questo suo piccolo progetto per creare qualcosa di enormemente più grande. In un certo qual senso, quindi, non è scorretto sostenere che Dragon Boy fu una sorta di episodio pilota del ben noto Dragon Ball. In quegli anni l'autore cercò di modificare e aggiustare la trama di Dragon Boy ed iniziò per prima cosa a dare una forma ben definita al suo protagonista che fu piuttosto cambiato dal punto di vista "esteriore".


Akira Toriyama gli levò le ali e decise di ispirarsi alla figura mitologica di Son Goku (dandogli, per altro, lo stesso identico nome). Son Goku, nella mitologia giapponese, è una sorta di guerriero scimmia, un guerriero che non fa altro che combattere e viaggare al solo scopo di diventare sempre più forte. L'idea del combattimento, della lotta e del viaggio legato a spericolate avventure piacque seduta stante al nostro mitico autore e così Akira Toriyama pensò bene di sfruttare questi elementi per quello che sarebbe dovuto essere il suo prodotto finale. Per caratterizzare al meglio il suo piccolo Son Goku, l'autore pensò bene di dotarlo di una coda da scimmia con la quale il bambino si arrampicava o pescava pesci. Dopo parecchio tempo di lavorazione, Akira Toriyama, negli anni 70, uscì con una sorta di prima versione della storia di Dragon Ball, anch'essa auto conclusiva e prettamente "dimostrativa", con la quale egli intendeva farsi "pubblicità" ai lettori. Tale storia non si chiamava Dragon Ball, ma aveva come titolo Gun Gun Punch Son Goku.

In questa vicenda abbiamo per la prima volta come protagonista il nostro mitico Son Goku, deliberatamente ispirato al noto personaggio mitologico. Esattamente come quest'ultimo, Son Goku viaggia sopra di una nuvola magica (che si chiama nuvola Spidi qui in Italia e nuvola di Oro, nella versione originale giapponese) che egli chiama a se' ogni volta di cui ne ha bisogno. Oltre a questo il bambino può utilizzare il mitico bastone che si allunga, anch'esso arma tipica dell'eroe della mitologia giapponese.


Come se non bastasse, Akira Toriyama introduce altri elementi tratti dalla leggenda, ad esempio, la figura di Olong, il maialino che si trasforma in tutto ciò che desidera. Molti altri elementi, ancora allo stadio embrionale in questa produzione verranno poi ripresi ed ampliati in quella che è la versione definitiva, intitolata più semplicemente Dragon Ball e sempre quella che noi tutti conosciamo così bene.

Queste le dovute premesse storiche di un fumetto che, nel bene o nel male, e nonostante le critiche, è passato alla storia dei fumetti giapponesi compiendo ormai i venti anni di età!


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